Miu (gatto egizio)

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MIU
(
gatto egizio domestico)
Io sono Miu, il gatto mummia dei faraoni dell’antico Egitto.

Nilo, piramidi, incredibili tesori, tante e tante meraviglie, e… Va bene va bene, ora parlo di me, un attimo. Allora, dovete sapere che noi gatti non ce la passavamo per niente male in Egitto. Infatti per gli antichi Egizi eravamo sacri, animali da rispettare e venerare. Questo perché secondo la religione del tempo noi gatti eravamo il simbolo di una dea che si chiamava Bastet che veniva appunto rappresentata con la testa di gatto.

Questa curiosa dea era associata alla Luna e all’amore e aveva un tempio nell’antica città di Bubastis, il giorno 31 ottobre si festeggiava la dea Bastet. Questo tempio era anche la nostra casa. Esistevano dei sacerdoti che si prendevano cura di noi. Pensate che gli egittologi e gli archeologi (le persone che passano la loro vita a studiare l’antico Egitto e anche il vostro Miu) hanno trovato 300 mila mummie di gatto al suo interno. Tante vero? Dovete sapere che persone da tutto l’Egitto venivano qui a Bubastis per portare le mummie dei loro gatti in onore della dea, che proteggeva i bambini e le donne incinte.

Io vivevo in città, da buon gatto egizio, da quando ho incontrato il primo uomo egizio. Molto, molto tempo fa: 4.000 anni, quando il vostro Miu è stato addomesticato per la prima volta. E che vita che ci ho guadagnato! Vi dicevo del grande spasso che era vivere in Egitto. Gli Egizi ci volevano proprio un gran bene.

Noi eravamo utili, mica siamo animaletti che non valgono nulla. Ditemi un po’ che sarebbe successo se i topi avessero distrutto un raccolto di grano. Ma per fortuna noi gatti Miu stavamo in guardia, così i nostri amici egizi potevano vivere in tutta tranquillità. I nostri padroni si erano davvero affezionati a noi. Così quando uno di noi gatti andava in cielo dal dio Osiride il nostro padrone si radeva le sopracciglia in segno di lutto. Guai poi se un uomo ci faceva del male: subiva punizioni molto severe (perciò ricordatevi, non fate male ai gatti).

C’erano anche ragazze che si chiamavano Miut o Mit, sempre in nostro onore. Eh sì, gran bei tempi. Non siete ancora convinti. Vabbè vi racconto un’ultima cosa. Quando noi gatti ce ne andavamo nella casa di Osiride (non avete ancora scoperto chi sia? Mmm non è che siete un po’ scansafatiche eh? Tanto non ve lo dico, eheh) i nostri superaffettuosi padroni ci trasformavano in mummie, cioè in gatti mummie, questo per farci restare sempre belli anche dopo tanto, tantissimo tempo, così da presentarci a voi dopo migliaia di anni in tutto il nostro splendore.

Per concludere sulle bende della nostra mummia dipingevano il nostro volto. Così il nostro padrone si ricordava sempre di noi e credeva che ci avrebbe ritrovato nell’Aldilà, nel regno di Osiride, dove gli avremmo fatto compagnia per sempre tornando a giocare con lui. Bello, eh? Ve l’ho detto che noi gatti mummia siamo speciali. Volete venirci a trovare? Sì? Wow, non vedo l’ora di incontrarvi in uno dei tanti musei egizi.  Allora amici il vostro gatto Miu vi aspetta!

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bastet
dea Bastet

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